lavori del futuro

Le professioni con più sbocchi

Il mercato del lavoro del 2030 non assomiglierà a quello del 2020. L’irruzione dell’intelligenza artificiale generativa dalla fine del 2022 ha accelerato tendenze già in corso: automazione, transizione verde, invecchiamento della popolazione e cambiamenti geoeconomici. Nel suo Rapporto sul futuro del lavoro 2025, il World Economic Forum stima che in quel periodo verranno creati 170 milioni di nuovi posti di lavoro nel mondo e che 92 milioni scompariranno. Il saldo netto è positivo, ma la mappa professionale cambia in profondità.

Come sta cambiando la mappa professionale

Cinque forze stanno ridefinendo il mercato del lavoro fino al 2030, secondo l’analisi del World Economic Forum. La prima e più visibile è il progresso tecnologico, con intelligenza artificiale e automazione che redistribuiscono le mansioni praticamente in tutti i settori. La seconda è la transizione verde, che apre nuovi profili legati a energie rinnovabili, sostenibilità ed economia circolare. La terza è l’invecchiamento della popolazione nei Paesi ad alto reddito, che fa aumentare la domanda di personale sanitario e di assistenza. La quarta è la frammentazione geoeconomica, con la rilocalizzazione delle catene di approvvigionamento e una nuova geografia industriale. E la quinta è l’incertezza economica: la metà dei datori di lavoro prevede che l’aumento del costo della vita trasformi i propri modelli di business nei prossimi anni.

Il risultato aggregato è di 78 milioni di nuovi posti netti a livello mondiale, con un calo aggiuntivo di 6 milioni attribuibile solo all’effetto del rallentamento economico. In parallelo, il 39% delle competenze attuali diventerà obsoleto prima del 2030, mettendo la formazione continua al centro della strategia professionale.

I profili con la maggiore crescita fino al 2030

Secondo il Rapporto sul futuro del lavoro 2025 del World Economic Forum, i ruoli legati alla tecnologia guidano la crescita. Specialisti in intelligenza artificiale e machine learning, ingegneri fintech, analisti big data, data scientist e sviluppatori software concentrano i maggiori tassi di espansione previsti.

In seconda posizione ci sono i profili associati alla transizione verde: ingegneri delle energie rinnovabili, specialisti di sostenibilità, tecnici dei veicoli elettrici e auditor ambientali. Si stima che la transizione ecologica genererà 34 milioni di posti aggiuntivi entro il 2030 solo nelle attività legate all’agricoltura e alla riduzione delle emissioni.

In terza posizione, i servizi sanitari e di assistenza. L’invecchiamento in Europa, Giappone e Nord America fa crescere la domanda di personale infermieristico, terapisti, assistenti geriatrici e profili di cura. In Spagna, il rapporto segnala i professionisti dello sviluppo commerciale come il ruolo con la maggiore crescita netta prevista fino al 2030, pari al +18%.

I lavori in declino

Anche l’altro lato del cambiamento è identificato con precisione. I ruoli per cui si prevede il calo più forte entro il 2030 sono quelli che possono essere automatizzati completamente. Cassieri di banca, impiegati postali tradizionali, operatori di inserimento dati, cassieri di supermercato e funzioni amministrative di routine guidano le liste in discesa.

In Spagna, il rapporto evidenzia tre profili con il maggiore calo netto previsto: direttori generali e responsabili operativi (colpiti dal consolidamento delle strutture e dall’automazione della gestione), personale amministrativo di base e funzioni di vendita tradizionale nel commercio al dettaglio.

La logica comune è la stessa. Le attività ripetitive, meccaniche e con regole chiare vengono automatizzate con software o robotica; le attività che richiedono giudizio complesso, contatto umano, creatività o adattamento a contesti mutevoli si mantengono e si rafforzano.

Le competenze che fanno la differenza

Il rapporto del World Economic Forum identifica un insieme di competenze che concentreranno gran parte della domanda fino al 2030, combinando competenze tecniche e competenze umane.

Sul lato tecnico, la padronanza di intelligenza artificiale e big data è nettamente in testa. Seguono l’alfabetizzazione tecnologica generale, la cybersecurity e le capacità di programmazione applicata. Il 77% delle aziende intervistate prevede di riqualificare il proprio personale per lavorare insieme all’IA, e il 69% prevede di assumere nuovi profili specializzati in strumenti di IA.

Sul lato umano, le competenze che acquistano più peso sono il pensiero analitico e creativo, la resilienza, la flessibilità, la leadership e l’influenza sociale, oltre alla curiosità per l’apprendimento continuo. La combinazione di competenze tecniche e competenze umane è ciò che fa la differenza nei processi di selezione, secondo i dati raccolti tra i datori di lavoro.

Come prepararsi al cambiamento professionale

Adattarsi alla nuova mappa professionale non dipende solo dallo scegliere bene il percorso di studi o dal riqualificarsi in una nuova competenza. Implica anche organizzare le finanze in modo compatibile con carriere meno lineari, redditi variabili e transizioni più frequenti tra lavori, percorsi di formazione e modelli contrattuali.

Per chi inizia ora, che stia finendo la scuola secondaria o si stia preparando a uno scambio internazionale, la gestione del budget fa parte dell’apprendimento. Vale la pena rivedere come gestire il denaro durante l’Erasmus, un approccio applicabile a qualsiasi periodo di formazione o lavoro in un altro Paese.

Per chi sta valutando il lavoro autonomo o l’avvio di una piccola attività, esistono numerose opzioni documentate di business redditizi con poco investimento, compatibili con la transizione professionale che molte persone affronteranno nei prossimi anni.

E per chi si orienta verso il lavoro da remoto o il freelance internazionale, uno dei modelli più consolidati dalla pandemia, separare entrate e spese di lavoro dal resto è più importante che mai. Una carta prepagata crypto per nomadi digitali permette di gestire entrate in valute diverse, compresi pagamenti in criptovalute, senza dipendere da un conto bancario in ogni Paese.

Il futuro del lavoro che nel 2020 sembrava fantascienza è già presente. L’intelligenza artificiale non ha sostituito in massa i lavoratori, ma ha cambiato il modo in cui si svolge la maggior parte dei lavori e ha spinto milioni di persone a incorporare nuove competenze. I dati del World Economic Forum confermano che il saldo netto dei posti di lavoro sarà positivo fino al 2030, ma anche che quasi il 40% delle competenze attuali ha una data di scadenza. Scegliere bene, formarsi in modo continuo e organizzare le finanze per adattarsi a quel ritmo è la nuova base dello sviluppo professionale.

Domande frequenti

Quanti posti di lavoro saranno creati entro il 2030 secondo il World Economic Forum?
Il Rapporto sul futuro del lavoro 2025 stima che verranno creati 170 milioni di nuovi posti di lavoro nel mondo tra il 2025 e il 2030, mentre 92 milioni scompariranno. Il saldo netto è di 78 milioni di posti aggiuntivi, equivalente a una crescita del 7% del mercato del lavoro globale.

Quali sono i settori che cresceranno di più?
I tre blocchi con la maggiore crescita prevista sono la tecnologia (specialisti in IA e machine learning, ingegneri fintech, analisti big data, data scientist), la transizione verde (energie rinnovabili, sostenibilità, mobilità elettrica) e i servizi sanitari e di assistenza (personale infermieristico, terapisti, assistenti geriatrici).

Quali lavori sono in declino?
I ruoli con il calo più forte previsto sono i più automatizzabili: cassieri di banca, impiegati postali, operatori di inserimento dati, cassieri di supermercato e funzioni amministrative di routine. In Spagna si prevede anche il calo di direttori generali e responsabili operativi e delle funzioni di vendita tradizionale nel commercio al dettaglio.

Quali competenze saranno più richieste fino al 2030?
Il rapporto evidenzia la padronanza di IA e big data, l’alfabetizzazione tecnologica, la cybersecurity, il pensiero analitico e creativo, la resilienza, la flessibilità, la leadership e la curiosità per l’apprendimento continuo. Combinare competenze tecniche e competenze umane è ciò che fa la differenza nei processi attuali.

Quale percentuale di competenze diventerà obsoleta?
Secondo lo stesso rapporto, il 39% delle competenze attuali diventerà obsoleto prima del 2030. Questo rende la formazione continua e la riqualificazione professionale (reskilling) la principale strategia per restare competitivi nel mercato del lavoro.

L’intelligenza artificiale distruggerà più posti di quanti ne crea?
No, secondo i dati attuali. Il saldo netto previsto fino al 2030 è positivo: si creano più posti di quanti ne vengano distrutti. A cambiare è la composizione del mercato del lavoro: i ruoli che l’IA può replicare diminuiscono, mentre crescono i profili che lavorano con l’IA e le competenze umane complementari acquistano peso.