Quanti soldi servono per aprire un’attività? Calcolo ed esempi
“Quanti soldi servono per aprire un’attività?” è probabilmente la prima domanda che si pone chi vuole mettersi in proprio, ed è anche quella che blocca più progetti prima ancora che inizino. La risposta breve è che dipende moltissimo dal tipo di attività: alcune possono partire con poche centinaia di euro, altre richiedono decine di migliaia di euro.
La buona notizia è che non serve tirare a indovinare. In questa guida ti spieghiamo di quali voci si compone l’investimento per aprire un’attività in Italia, quanto costa aprire la partita IVA o costituire una società, tre esempi indicativi con cifre, una formula semplice per calcolare quanto ti serve e cosa fare per partire con pochi soldi.
Servono tanti soldi per aprire un’attività?
Non necessariamente. Quello che determina l’investimento non è tanto l’attività in sé quanto il suo modello: se hai bisogno di un locale, di magazzino, di macchinari o di dipendenti fin dal primo giorno, la cifra sale molto; se vendi le tue competenze o il tuo tempo, può essere molto bassa.
Come orientamento molto generale (le cifre reali dipendono dalla tua città, dal settore e dalle tue scelte):
| Tipo di attività | Esempi | Investimento iniziale indicativo |
|---|---|---|
| Servizi professionali da casa | Grafica, consulenza, traduzioni, programmazione, lezioni online | Da poche centinaia fino a 3.000 € |
| E-commerce con magazzino proprio | Negozio online di abbigliamento, cosmetici o accessori | Tra 5.000 e 15.000 € |
| Attività con locale su strada | Bar, parrucchiere, negozio di quartiere | Da 30.000 € e spesso molto di più |
Più importante della cifra di partenza è sapere esattamente dove andrà ogni euro e per quanto tempo la tua attività potrà reggere prima di diventare redditizia.

Le tre voci da calcolare
Molti aspiranti imprenditori calcolano solo quanto costa “alzare la saracinesca” e restano senza soldi dopo pochi mesi. Per evitare questo errore, separa tre blocchi:
1. Investimento iniziale
Tutto ciò che devi pagare prima di vendere qualcosa: deposito cauzionale e lavori del locale, attrezzature, arredamento, magazzino iniziale, sito web, licenze e costi di avvio. È una spesa che si fa una volta.
2. Capitale circolante
È il denaro che serve per pagare i costi fissi finché l’attività non genera entrate sufficienti: affitto, contributi INPS, utenze, software, commercialista, pubblicità. Quasi nessuna attività è redditizia dal primo mese, quindi la scelta prudente è accantonare almeno sei mesi di costi fissi.
3. Cuscinetto personale
Oltre ai soldi dell’attività, devi anche vivere. Se lasci il lavoro per metterti in proprio, ti serve un cuscinetto che copra da 6 a 12 mesi di spese personali essenziali, separato dal capitale dell’attività. Mescolare le due cose è una delle cause più frequenti di chiusura anticipata.
Le spese più comuni quando si apre un’attività
- Locale: per un affitto commerciale la legge consente di chiedere un deposito cauzionale fino a tre mensilità, e a volte si aggiunge una buonuscita o un avviamento. A questo si sommano eventuali lavori, adeguamenti alle norme e arredamento.
- Autorizzazioni: SCIA al Comune, eventuali licenze e requisiti specifici del settore (sanitari, accessibilità, insegne). Diritti e costi variano molto tra un Comune e l’altro.
- Attrezzature e strumenti: computer, macchinari, POS, software e licenze.
- Magazzino iniziale: se vendi prodotti, il primo acquisto di merce è spesso una delle voci più alte.
- Presenza online: dominio, sito, negozio online, foto e immagine coordinata.
- Marketing di lancio: pubblicità sui social o sui motori di ricerca, materiale stampato, inaugurazione.
- Costi legali e di consulenza: costituzione della società, registrazione del marchio, contratti, commercialista.
- Assicurazioni: responsabilità civile, polizza sul locale o sulle attrezzature.
- Personale: se assumi, ricorda che il costo per l’azienda è molto più alto dello stipendio lordo, perché bisogna aggiungere i contributi a carico del datore di lavoro, intorno al 30%, oltre al TFR.
- Contributi INPS: per artigiani e commercianti esiste un contributo minimo annuo fisso di alcune migliaia di euro, dovuto anche se il reddito è basso. Chi è in regime forfettario può chiederne una riduzione del 35%.
Quanto costa aprire la partita IVA o una società?
- Partita IVA individuale: l’apertura presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita. Se sei artigiano o commerciante, devi aggiungere l’iscrizione alla Camera di Commercio, con il relativo diritto annuale, e soprattutto i contributi INPS. Molti professionisti, invece, versano alla gestione separata in percentuale sul reddito, senza minimi fissi.
- SRL o SRL semplificata: la SRL semplificata si può costituire con un capitale da 1 € e un atto standard senza onorario notarile, anche se restano imposte e diritti. Una SRL ordinaria comporta costi notarili e di registrazione più alti, da alcune centinaia a oltre mille euro, oltre alla contabilità ordinaria e al bilancio annuale.
Il portale impresainungiorno.gov.it permette di consultare gli adempimenti richiesti dal SUAP del tuo Comune e di presentare molte pratiche online.
Tre esempi indicativi
Questi esempi sono illustrativi e servono a capire l’ordine di grandezza. Il tuo caso può essere molto diverso a seconda della città, del settore e di ciò che possiedi già.
Esempio 1: grafica freelance in regime forfettario
- Computer e software (se non li ha già): da 1.000 a 2.000 €
- Sito e dominio: da 100 a 800 €
- Costi fissi: software, commercialista e assicurazione, circa 150 € al mese, con contributi alla gestione separata in percentuale sul reddito
- Capitale totale consigliato (investimento + 6 mesi di costi fissi): circa 2.000-3.700 €, escluso il cuscinetto personale
Esempio 2: negozio online di cosmetici naturali
- Magazzino iniziale: da 3.000 a 6.000 €
- Negozio online, foto e immagine coordinata: da 1.000 a 3.000 €
- Pubblicità di lancio: da 1.000 a 2.000 €
- Costi fissi: piattaforma, contributi INPS, magazzino, pubblicità e commercialista, circa 1.200 € al mese
- Capitale totale consigliato: tra 12.000 e 18.000 €
Esempio 3: bar di quartiere
- Deposito cauzionale ed eventuale avviamento: da 5.000 a 30.000 € a seconda della posizione
- Lavori, adeguamenti e pratiche: da 15.000 a 40.000 €
- Macchinari, arredi e stoviglie: da 10.000 a 25.000 €
- Magazzino iniziale e lancio: da 2.000 a 5.000 €
- Costi fissi: affitto, personale, utenze, contributi e fornitori, facilmente 5.000 € al mese o più
- Capitale totale consigliato: da 60.000 € in molti casi

Come calcolare quanti soldi ti servono
Puoi usare questa formula semplice come punto di partenza:
Capitale necessario = (investimento iniziale + costi fissi mensili × mesi fino al pareggio) + margine per imprevisti
Per esempio, per un negozio online con 8.000 € di investimento iniziale e 1.200 € di costi fissi al mese, se prevedi di impiegare sei mesi per coprire i costi:
- Investimento iniziale: 8.000 €
- Sei mesi di costi fissi: 1.200 × 6 = 7.200 €
- Subtotale: 15.200 €
- Margine per imprevisti del 15%: circa 2.280 €
- Totale: circa 17.500 €
Per stimare quanti mesi ci vorranno per andare in pareggio, calcola il tuo punto di pareggio (le vendite minime per coprire tutti i costi) e confrontalo con una previsione di vendite realistica mese per mese. Nel dubbio, sii prudente: quasi tutto costa di più e richiede più tempo del previsto.
Come aprire un’attività con pochi soldi
Se il budget è limitato, queste strategie ti permettono di partire senza rischiare troppo:
- Parti da casa: evita il locale finché la domanda non lo giustifica.
- Vendi un servizio prima di un prodotto: non richiede magazzino e genera entrate più velocemente.
- Valida con una prevendita: fatti pagare prima di produrre o acquistare la merce.
- Compra usato o noleggia le attrezzature: macchinari, arredi e computer hanno un buon mercato dell’usato.
- Usa strumenti gratuiti o economici: molte piattaforme per siti, fatturazione e grafica hanno piani gratuiti per iniziare.
- Punta su un marketing a basso costo: social, passaparola e una lista email di clienti funzionano anche con budget minimi. La nostra guida all’email marketing spiega come iniziare.
- Mantieni un lavoro part-time all’inizio: se puoi, conserva un’entrata mentre l’attività decolla.
Dove trovare i soldi
Una volta che sai quanto ti serve, devi decidere da dove arriveranno i soldi. Le strade più comuni sono i risparmi propri, l’aiuto di familiari e amici, la liquidazione anticipata della NASpI, i prestiti bancari con il Fondo di garanzia per le PMI, i bandi regionali e camerali, gli investitori e il crowdfunding. Invitalia gestisce diversi incentivi nazionali per chi avvia un’impresa, come ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord.
Una regola di prudenza: non chiedere in prestito più di quanto potresti restituire se l’attività non decollasse, ed evita di finanziare l’investimento iniziale con carte revolving o prestiti veloci.
Controlla ogni euro fin dal primo giorno
Una volta aperta l’attività, la sfida è far durare i soldi. Separa i conti aziendali da quelli personali, confronta ogni settimana le spese con il budget e tieni d’occhio soprattutto i costi online (pubblicità, software, abbonamenti), che crescono senza che te ne accorga. Una carta prepagata può aiutarti su quest’ultimo punto: con Bitsa, per esempio, carichi solo l’importo previsto per ogni voce e puoi creare carte virtuali per separarle, così nessuna campagna o abbonamento sfugge al controllo. Il piano Free non ha canone mensile. Non sostituisce il conto aziendale, ma pone un limite chiaro.
Errori comuni nel calcolo dell’investimento
- Calcolare solo l’apertura e dimenticare il capitale circolante dei primi mesi.
- Non prevedere un margine per gli imprevisti.
- Essere troppo ottimisti sulle vendite dei primi mesi.
- Dimenticare tasse e contributi: l’IVA incassata non è tua e i contributi INPS minimi vanno pagati anche se il fatturato è basso.
- Spendere troppo per l’immagine (locale, arredamento, logo) prima di avere clienti.
- Mescolare soldi personali e aziendali.
Le cifre di questo articolo sono indicative e non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale personalizzata. Prima di investire, rivolgiti a un commercialista e verifica costi e requisiti nel tuo Comune e nella tua Regione.
Domande frequenti su quanto costa aprire un’attività
Si può aprire un’attività senza soldi?
Senza nessun soldo è molto difficile, ma alcune attività possono partire con pochissimo, soprattutto i servizi professionali che sfruttano le tue competenze e l’attrezzatura che hai già. L’apertura della partita IVA è gratuita; i costi principali sono il commercialista e i contributi previdenziali.
Quanto costa aprire una SRL in Italia?
Con la SRL semplificata si parte da 1 € di capitale e senza onorario notarile, ma con imposte e diritti da versare. Una SRL ordinaria costa di più tra notaio e registrazione, da alcune centinaia a oltre mille euro, e richiede contabilità ordinaria e bilancio, con un costo annuo di commercialista più elevato.
Quanti mesi di spese bisogna avere da parte prima di iniziare?
Come riferimento, almeno sei mesi di costi fissi dell’attività e, se lasci il lavoro, da 6 a 12 mesi di spese personali essenziali. Più il progetto è incerto, più margine conviene avere.
Quali attività si possono aprire con meno di 5.000 €?
Soprattutto servizi professionali (grafica, consulenza, formazione, sviluppo web, traduzioni), attività online senza magazzino e lavori che si possono svolgere da casa o presso il cliente. L’importante è ridurre al minimo l’investimento in attrezzature e locale.
Cosa succede se finisco i soldi prima di andare in pareggio?
È la situazione da evitare a tutti i costi. Per questo conviene calcolare il capitale circolante, aggiungere un margine per gli imprevisti e controllare la liquidità ogni settimana. Se vedi che i soldi non bastano, agisci presto: taglia i costi, rinegozia con i fornitori o cerca finanziamenti prima che diventi urgente.