L’educazione finanziaria in Europa: quali Paesi sono promossi e quali restano indietro.
Capire un tasso d’interesse, distinguere un prodotto finanziario da un altro o sapere come funziona l’inflazione non sono conoscenze avanzate. Sono la base per prendere decisioni che incidono sul denaro di tutti i giorni. E nell’Unione Europea questa base resta debole. Quando la Commissione europea ha pubblicato nel 2023 la prima indagine paneuropea sull’educazione finanziaria, i risultati hanno confermato ciò che molti studi nazionali già suggerivano: la maggior parte dei cittadini europei non padroneggia i concetti finanziari più elementari.
Cosa misura l’educazione finanziaria e perché conta
L’educazione finanziaria combina tre dimensioni: conoscenze (sapere che cosa sono l’inflazione, un tasso d’interesse o la diversificazione del rischio), comportamenti (pianificare le spese, risparmiare, confrontare prima di sottoscrivere) e atteggiamenti (visione di lungo periodo, tolleranza al rischio). La combinazione di questi tre elementi permette di prendere decisioni informate su prodotti bancari, assicurazioni, investimenti o pensione.
Con la crescita dell’online banking, dei pagamenti elettronici, degli investimenti in crypto e dei prodotti finanziari online, la mancanza di questa formazione si traduce direttamente in decisioni sbagliate e in una maggiore vulnerabilità alle frodi o alla pubblicità ingannevole. Per questo le istituzioni europee la collocano al centro dell’agenda di protezione dei consumatori.
I risultati dell’Eurobarometro sull’educazione finanziaria
Nel luglio 2023, la Commissione europea ha pubblicato il Flash Eurobarometer 525, il primo strumento paneuropeo per misurare il livello di educazione finanziaria nei 27 Stati membri. I risultati sono stati netti: solo il 18% dei cittadini dell’UE ha un livello alto di educazione finanziaria, il 64% ha un livello medio e il restante 18% ha un livello basso.
L’indagine ha misurato sia le conoscenze finanziarie (comprensione di concetti come inflazione, interesse composto, diversificazione del rischio) sia i comportamenti (abitudini di risparmio, resilienza davanti agli imprevisti, pianificazione di lungo periodo). Il livello complessivo è stato ottenuto combinando entrambi gli assi, seguendo il quadro comune che la Commissione e l’OCSE hanno disegnato nel 2022 per gli adulti.
I dati sono diventati il riferimento ufficiale dell’UE in materia e hanno spinto una serie di raccomandazioni concrete agli Stati membri per rafforzare le proprie strategie nazionali di educazione finanziaria.
I Paesi europei promossi e quelli che restano indietro
I risultati dell’Eurobarometro mostrano differenze molto ampie tra Paesi. Solo quattro Stati membri superano la soglia del 25% di cittadini con livello alto: Paesi Bassi, Svezia, Danimarca e Slovenia. Questi quattro Paesi condividono tre fattori: una solida tradizione di educazione finanziaria nella scuola pubblica, sistemi bancari ampiamente digitalizzati e una cultura del risparmio e della pianificazione di lungo periodo.
All’estremo opposto, i Paesi dell’Europa meridionale e orientale registrano i livelli più bassi di educazione finanziaria. Il divario riflette differenze storiche nell’accesso al sistema finanziario, nel peso dell’economia informale e nell’inserimento dei contenuti finanziari nei programmi scolastici.
I gruppi più colpiti dalla bassa educazione finanziaria
I risultati dell’Eurobarometro indicano quattro gruppi che ottengono sistematicamente punteggi inferiori alla media: donne, giovani, persone con redditi bassi e persone con livelli di istruzione più bassi. Il divario di genere è il più costante tra Paesi e compare anche nei mercati con i migliori risultati complessivi.
Nel caso dei giovani, il problema non è solo il livello assoluto, ma anche il momento della vita: arrivano a decisioni finanziarie importanti (primo affitto, prestito studentesco, primo lavoro) senza una base solida. La Commissione europea e l’OCSE hanno sviluppato un quadro specifico di competenze finanziarie per bambini e adolescenti, pubblicato nel settembre 2023, per orientare l’inserimento di questi contenuti nei sistemi educativi nazionali.
Un altro gruppo con dati preoccupanti è quello dei lavoratori autonomi e delle persone con entrate irregolari. In un momento in cui cresce l’economia freelance, la mancanza di educazione finanziaria si traduce direttamente in una peggiore pianificazione fiscale, minore copertura degli imprevisti e minore preparazione alla pensione.
Le iniziative europee per colmare il divario
L’Unione Europea ha attivato diversi fronti per rispondere a questa diagnosi. Nel maggio 2024, il Consiglio ha approvato alcune conclusioni specifiche sull’educazione finanziaria che invitano gli Stati membri a integrare questa formazione nelle proprie strategie nazionali, soprattutto nell’istruzione obbligatoria e nei programmi rivolti ai gruppi vulnerabili.
Accanto a questo, il quadro comune UE-OCSE offre agli Stati membri una base condivisa su cui costruire le politiche nazionali senza partire da zero. L’OECD/INFE coordina inoltre la Rete internazionale per l’educazione finanziaria, che permette di confrontare i risultati tra Paesi e condividere pratiche efficaci.
I piani nazionali restano la via principale, ma il coordinamento europeo offre un quadro comune che riduce la frammentazione tra Paesi e facilita l’arrivo della formazione anche a gruppi che si muovono tra più Stati membri: lavoratori distaccati, studenti Erasmus, nomadi digitali e persone con residenza in più di un Paese.
I dati dell’Eurobarometro hanno dato una dimensione numerica a una carenza che molti studi nazionali segnalavano già da tempo: l’educazione finanziaria nell’Unione Europea è sotto il livello richiesto dai prodotti e servizi che i cittadini usano ogni giorno. Il divario tra Paesi indica la portata della sfida, e il quadro comune UE-OCSE segna la direzione. I risultati dipendono ora dall’attuazione in ogni Stato membro.
Domande frequenti
Che cos’è l’Eurobarometro sull’educazione finanziaria?
È la prima indagine paneuropea (Flash Eurobarometer 525) che misura il livello di educazione finanziaria nei 27 Stati membri dell’Unione Europea. È stata pubblicata dalla Commissione europea nel luglio 2023 e ha valutato sia le conoscenze finanziarie sia i comportamenti.
Quanti cittadini europei hanno un livello alto di educazione finanziaria?
Secondo l’Eurobarometro 525, solo il 18% dei cittadini dell’UE ha un livello alto, il 64% ha un livello medio e il 18% ha un livello basso.
Quali Paesi europei ottengono i risultati migliori in educazione finanziaria?
Solo quattro Stati membri superano il 25% di cittadini con livello alto: Paesi Bassi, Svezia, Danimarca e Slovenia. Gli altri si collocano al di sotto, con differenze importanti tra nord, centro, sud ed est del continente.
Quali gruppi ottengono i risultati peggiori?
Donne, giovani, persone con redditi bassi e persone con livelli di istruzione più bassi sono i quattro gruppi che ottengono sistematicamente punteggi sotto la media nell’Eurobarometro. Il divario di genere è il più costante tra Paesi.
Cosa sta facendo l’Unione Europea per migliorare l’educazione finanziaria?
Il Consiglio dell’UE ha approvato nel maggio 2024 conclusioni specifiche sull’educazione finanziaria. La Commissione e l’OCSE hanno pubblicato quadri comuni di competenze finanziarie per adulti (2022) e per bambini e giovani (2023). In parallelo, gli Stati membri sviluppano le proprie strategie nazionali all’interno di questo quadro comune.