Cos’è il crowdfunding e come funziona passo dopo passo
Lanciare un’attività o trasformare un’idea in realtà richiede denaro, e non sempre è disponibile. Il crowdfunding è nato proprio per risolvere questo problema senza dipendere da un prestito bancario né da un unico investitore. Al suo posto, molte persone versano piccole somme attraverso una piattaforma online fino a raggiungere il capitale di cui il progetto ha bisogno.
In Europa è ormai un modello consolidato, con piattaforme dedicate, un quadro normativo specifico e milioni di euro mobilitati ogni anno. Vediamo cos’è esattamente, come funziona, quali tipi esistono e cosa sapere prima di partecipare come promotore o come sostenitore.
Cos’è il crowdfunding
Il crowdfunding, o finanziamento collettivo, è un sistema per raccogliere denaro destinato a un progetto tramite le contribuzioni di un ampio gruppo di persone. La raccolta avviene di solito attraverso una piattaforma online che fa da intermediaria tra chi propone l’idea e chi decide di sostenerla economicamente.
In cambio di questa contribuzione, chi partecipa può ricevere una ricompensa concreta, una quota nell’azienda, interessi sul capitale prestato o, in alcuni casi, nulla oltre la soddisfazione di aver contribuito a una causa. È proprio il tipo di contropartita a definire il modello di crowdfunding.
Come funziona il crowdfunding passo dopo passo
Il processo è praticamente identico sulla maggior parte delle piattaforme. Chi ha un’idea la presenta, fissa un obiettivo economico e una scadenza, e da lì cerca il sostegno del pubblico.
In termini operativi, i passaggi sono di solito questi:
- Registrazione sulla piattaforma come promotore del progetto.
- Presentazione della proposta con documentazione, immagini, video e obiettivi economici.
- Definizione della scadenza durante la quale la campagna resterà aperta alle contribuzioni.
- Definizione delle ricompense o condizioni legate a ciascun livello di contribuzione.
- Incasso e liquidazione al raggiungimento dell’obiettivo, meno la commissione della piattaforma.
Se al termine della scadenza la campagna non raggiunge l’obiettivo, la maggior parte delle piattaforme restituisce automaticamente le contribuzioni. È il cosiddetto modello “tutto o niente”, comune su Kickstarter, Verkami o Ulule.
I tipi di crowdfunding
Non tutti i progetti cercano la stessa cosa e non tutte le piattaforme funzionano allo stesso modo. In pratica si distinguono quattro modalità principali.
Crowdfunding a ricompensa. Chi sostiene riceve un prodotto, un servizio o un’esperienza in cambio della propria contribuzione. È il modello più associato a progetti creativi, tecnologici e di consumo. Kickstarter e Verkami operano in questa modalità.
Crowdfunding a donazione. Non è prevista alcuna contropartita economica o materiale. Si usa soprattutto per cause sociali, sanitarie o solidali. Piattaforme come GoFundMe o Rete del Dono funzionano così.
Equity crowdfunding o crowdfunding di investimento. Chi sostiene riceve una quota nell’azienda finanziata e, con essa, la possibilità di ottenere un rendimento se l’attività ha successo. È regolato con requisiti specifici per la sua natura finanziaria.
Crowdlending o crowdfunding a prestito. Chi sostiene presta denaro a un progetto o a un’azienda in cambio della restituzione con interessi entro un termine concordato. Funziona come alternativa al credito bancario tradizionale.
Le piattaforme di crowdfunding più utilizzate
Esistono decine di piattaforme attive, con orientamenti e commissioni diversi. Ecco quelle che concentrano il maggior volume di progetti in Europa.
Kickstarter. È la piattaforma di riferimento a livello internazionale e ha canalizzato più fondi di qualunque altra nella sua categoria. Funziona con il modello a ricompensa e tutto o niente, con una commissione del 5% sulle campagne di successo. È molto orientata a progetti creativi, tecnologici e di design.
Ulule. Guida il mercato europeo del crowdfunding a ricompensa e opera in tutta Europa, Italia inclusa. Applica commissioni che oscillano tra il 6,67% e l’8% a seconda del metodo di pagamento, e accetta progetti in praticamente qualunque ambito.
Produzioni dal Basso. È la piattaforma italiana di riferimento nel crowdfunding a ricompensa e a donazione. Si distingue per la varietà di progetti culturali, sociali ed editoriali sostenuti e per un modello di commissioni flessibile.
Al di fuori del modello a ricompensa, piattaforme come Mamacrowd o Walliance (equity) e October (crowdlending) sono riferimenti del crowdfunding finanziario autorizzate dalle autorità europee.
Il quadro normativo in Italia e in Europa
Il crowdfunding finanziario, cioè quello che implica investimento o prestito, è regolamentato. Da novembre 2021 si applica il Regolamento (UE) 2020/1503, che armonizza il regime giuridico di queste piattaforme in tutta l’Unione europea.
In Italia le piattaforme autorizzate sono sottoposte alla vigilanza della CONSOB e della Banca d’Italia, e devono rispettare requisiti di informazione, trasparenza e protezione dell’investitore.
Il crowdfunding a ricompensa e a donazione resta al di fuori di questa regolamentazione finanziaria, anche se le piattaforme sono soggette alle normative generali su commercio elettronico, protezione dei dati e consumo.
Vantaggi e rischi da tenere presente
Per chi lancia un progetto, il crowdfunding permette di validare un’idea prima di produrla, creare una community intorno al marchio e ottenere finanziamenti senza cedere il controllo né assumere debito bancario. Per chi partecipa, è una via d’accesso a prodotti esclusivi, cause rilevanti o opportunità di investimento un tempo riservate ad altri profili.
Ci sono anche rischi. Nel crowdfunding a ricompensa, il progetto può ritardare o non essere consegnato. Nell’equity e nel crowdlending c’è il rischio di perdita totale del capitale versato se l’attività non funziona. Prima di contribuire conviene verificare il percorso del promotore, i tempi previsti, le condizioni della piattaforma e, in caso di investimento, la sua autorizzazione da parte dell’autorità competente.
Come contribuire in sicurezza su una piattaforma di crowdfunding
Le piattaforme di crowdfunding operano interamente online e incassano le contribuzioni tramite carta o bonifico. Usare una carta dedicata a questo tipo di pagamenti aiuta a separare le finanze e limita eventuali problemi nel caso una piattaforma venga compromessa.
La carta Bitsa è una carta prepagata Visa con IBAN associato che non richiede di collegare alcun conto bancario. Si ricarica in euro o a partire da cripto e funziona su qualsiasi esercente online che accetti Visa, incluse le principali piattaforme di crowdfunding. Essendo prepagata, è esposto solo il saldo caricato, il che riduce il rischio in caso di imprevisti.
Domande frequenti sul crowdfunding
Che differenza c’è tra crowdfunding e crowdlending?
Il crowdfunding è il termine generale per qualsiasi finanziamento collettivo. Il crowdlending è una modalità specifica in cui la contribuzione funziona come un prestito che il progetto restituisce con interessi.
Investire in crowdfunding è legale in Italia?
Sì. Il crowdfunding finanziario è regolato dal Regolamento (UE) 2020/1503. Le piattaforme che offrono investimento o prestito devono essere autorizzate dalla CONSOB o dall’autorità nazionale competente per operare legalmente.
Cosa succede se un progetto non raggiunge l’obiettivo di finanziamento?
Dipende dalla piattaforma. Nel modello tutto o niente, il più comune, le contribuzioni vengono automaticamente restituite ai sostenitori. In altri modelli, il promotore riceve quanto raccolto anche se non arriva all’obiettivo.
Si può sostenere un crowdfunding senza conto bancario?
Sì. Basta avere un metodo di pagamento accettato dalla piattaforma. Una carta prepagata come Bitsa permette di contribuire senza collegare alcun conto bancario.
Quanto costano le piattaforme di crowdfunding?
Dipende dal modello e dalla piattaforma. Quelle a ricompensa applicano commissioni che di solito oscillano tra il 4% e l’8% sui fondi raccolti. Le piattaforme finanziarie autorizzate hanno strutture di commissioni più complesse legate all’operazione di investimento o prestito.