crecimiento de las compras online

La crescita dell’e-commerce in Europa

Il commercio elettronico ha smesso da tempo di essere un canale secondario in Europa. Nel 2024 ha generato oltre 842 miliardi di euro in acquisti B2C e le proiezioni per il 2025 indicano un altro anno di crescita sostenuta. I dati del European E-commerce Report e del rapporto Cross-Border Commerce Europe aiutano a capire quanto è cresciuto il settore, dove si concentra la spesa e quali cambiamenti stanno ridisegnando i consumi.

Le dimensioni dell’e-commerce europeo

L’e-commerce B2C in Europa ha raggiunto 842 miliardi di euro nel 2024, con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Il European E-commerce Report 2025 prevede un altro 7% per il 2025, confermando il settore come uno dei principali motori del commercio nel continente.

La crescita non deriva solo dall’aumento della spesa media, ma anche dal numero di persone che acquistano online e dalla frequenza con cui lo fanno. Germania (45% di acquirenti settimanali), Paesi Bassi (37%), Italia (34%) e Francia (32%) guidano l’Europa per frequenza di acquisto online settimanale.

In parallelo, la penetrazione dell’e-commerce sul PIL continua ad aumentare. Nel Regno Unito rappresenta già il 9,3% del PIL, il dato più alto del continente. Danimarca (7,3%), Grecia (5,9%) e Svezia (5,8%) seguono tra i mercati in cui il canale digitale pesa di più sull’economia complessiva.

I mercati che guidano per fatturato

Il ranking europeo per volume di fatturato ha registrato un cambiamento importante nel 2024. La Francia è salita al primo posto con 175,3 miliardi di euro, davanti al Regno Unito, che ha fatturato 150 miliardi. La Spagna è passata al terzo posto con 95,2 miliardi, superando la Germania (94 miliardi). Italia e Polonia chiudono la top six con rispettivamente 58,5 e 43,4 miliardi.

Questi sei Paesi concentrano la maggior parte del volume dell’e-commerce europeo, ma ciascuno segue logiche di consumo diverse. Francia e Regno Unito dominano grazie al peso dei loro marketplace e a un consumatore digitale maturo. Spagna e Italia hanno accelerato grazie all’adozione mobile e all’arrivo di brand paneuropei. La Germania mantiene un mercato solido e stabile, mentre la Polonia guida la crescita nell’est del continente con tassi molto superiori alla media.

Come cresce ogni regione d’Europa

Il European E-commerce Report divide il continente in cinque regioni, con tassi di crescita molto diversi tra loro.

L’Europa dell’Est è cresciuta del 18% nel 2024, il tasso più alto del continente. Anche se in termini di volume resta la regione con il fatturato più basso (19,9 miliardi di euro), è quella che aumenta di più anno dopo anno, spinta dalla digitalizzazione di Paesi come Polonia, Romania e Repubblica Ceca.

L’Europa del Sud, che include Spagna, Italia, Portogallo e Grecia, è cresciuta del 9% e ha raggiunto 182,9 miliardi di euro. L’Europa Centrale è salita dell’8% fino a 85,9 miliardi, mentre l’Europa del Nord è cresciuta del 7% fino a 63,5 miliardi. L’Europa Occidentale continua a concentrare il 58% del volume totale con 489,5 miliardi, ma è la regione che cresce meno (+6%), segno di un mercato maturo in cui il margine di espansione è più limitato.

Questa mappa disomogenea spiega perché molti brand europei adattano le proprie strategie Paese per Paese e perché le app di finanza per gestire il budget sono cresciute in parallelo all’e-commerce. Il consumatore europeo combina conti, carte e strumenti di controllo della spesa in base al Paese e al profilo.

Acquisti transfrontalieri nel mercato unico

L’e-commerce transfrontaliero è uno dei grandi motori del settore in Europa. Secondo il rapporto Top 500 B2C Cross-Border Retail Europe pubblicato nel 2026, il mercato transfrontaliero europeo ha raggiunto 108 miliardi di euro nel 2025 (escludendo i viaggi), pari al 25% del commercio online totale.

I marketplace dominano questo segmento. Amazon, Temu ed eBay guidano le piattaforme transfrontaliere del continente, mentre IKEA, Zalando e Apple sono in testa alla classifica dei brand per volume di vendite fuori dal proprio Paese. Nei Paesi piccoli o con un’offerta locale più limitata, come Lussemburgo (80% di acquisti transfrontalieri), Irlanda (68,6%), Austria (49,7%) o Svezia (49,4%), comprare fuori dal proprio Paese è già la norma, non l’eccezione.

Per chi acquista abitualmente in negozi di altri Paesi europei, il metodo di pagamento conta. Commissioni di cambio, tempi di accredito e protezione dell’acquirente cambiano da un emittente all’altro. Una carta prepagata gratis per viaggiare e comprare in Europa permette di pagare in qualsiasi negozio dell’area SEPA con saldo controllato e senza esporre i dati del conto principale.

Chi riceve pagamenti o entrate in crypto ha trovato nelle carte prepagate che accettano ricariche crypto una via diretta per spendere criptovalute senza passare da un exchange, caricandole sulla carta e pagando con Visa in qualsiasi negozio europeo.

Seconda mano e consumo circolare

Uno dei cambiamenti di fondo dell’ultimo anno in Europa è il peso crescente del mercato dell’usato. Di fronte alla pressione sui prezzi e all’inflazione accumulata negli ultimi anni, i consumatori europei si sono orientati verso prodotti di seconda mano e ricondizionati, nella moda, nell’elettronica e in altri beni durevoli. Il European E-commerce Report lo indica come uno dei fattori strutturali che stanno riorganizzando il commercio online nel continente.

Piattaforme come Vinted, Wallapop, LeBonCoin ed eBay Kleinanzeigen crescono in utenti e volume di transazioni. Zalando ha aperto la propria sezione di seconda mano e grandi marchi della moda hanno lanciato programmi di riacquisto per intercettare questo flusso. In parallelo, il consumatore confronta i prezzi tra Paesi più di prima, spinto dal miglioramento della logistica internazionale e da una normativa europea che ha armonizzato le condizioni di reso e le garanzie per l’acquirente.

Il rovescio della medaglia di questa crescita è l’aumento delle frodi nella compravendita tra privati. Quando si paga uno sconosciuto, i dati della carta principale possono finire esposti se l’acquirente cade su un sito falso o se il venditore non invia il prodotto. Separare le spese online dal resto del denaro riduce l’impatto: se qualcosa va storto, ciò che rischi è il saldo caricato, non quello del conto bancario.

L’e-commerce in Europa ha superato la fase della “novità”. I dati del 2024 e del 2025 mostrano un settore maturo, con dinamiche proprie per regione, abitudini d’acquisto che si affinano ogni anno e un consumatore sempre più internazionale. La cosa interessante non è più solo quanto cresce, ma come sta cambiando.

Domande frequenti

Quanto fattura il commercio elettronico europeo?

L’e-commerce B2C in Europa ha raggiunto 842 miliardi di euro nel 2024, con una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Il European E-commerce Report 2025 prevede una crescita simile per il 2025.

Quali Paesi guidano il ranking europeo dell’e-commerce?

La Francia guida il ranking europeo con 175,3 miliardi di euro di fatturato nel 2024, seguita da Regno Unito (150 miliardi), Spagna (95,2 miliardi), Germania (94 miliardi), Italia (58,5 miliardi) e Polonia (43,4 miliardi).

Quale regione europea cresce più velocemente?

L’Europa dell’Est, con una crescita del 18% nel 2024, è la regione che aumenta di più anno dopo anno, anche se resta quella con il volume più basso. Anche l’Europa del Sud (+9%) e l’Europa Centrale (+8%) crescono sopra la media. L’Europa Occidentale, la più matura, cresce del 6% e concentra il 58% del volume totale.

Quanto pesa il commercio transfrontaliero nell’e-commerce europeo?

Il mercato B2C transfrontaliero ha raggiunto 108 miliardi di euro nel 2025, circa il 25% del commercio online europeo totale, secondo il rapporto Top 500 B2C Cross-Border Retail Europe. In Paesi come Lussemburgo, Irlanda, Austria o Svezia, il peso degli acquisti fuori dal Paese supera il 49% del totale.

Quali piattaforme dominano l’e-commerce transfrontaliero in Europa?

Nel segmento cross-border, i marketplace concentrano quasi il 70% del volume. Amazon, Temu ed eBay guidano le piattaforme transfrontaliere, mentre IKEA, Zalando e Apple sono in testa alla classifica dei brand con più vendite fuori dal proprio Paese di origine.

Quale metodo di pagamento protegge di più quando si acquista in negozi di altri Paesi europei?

Le carte prepagate con IBAN limitano la perdita al saldo caricato, perché non sono collegate ad alcun conto bancario. Negli acquisti transfrontalieri all’interno dell’area SEPA, questa separazione riduce il rischio in caso di frode o addebiti non autorizzati ed evita di dipendere dal tasso di cambio applicato dall’emittente.