Giornata mondiale del risparmio: quanto risparmiano gli italiani

Il 31 ottobre si celebra la Giornata mondiale del risparmio. Ma quanto riescono davvero a mettere da parte le famiglie italiane? I dati più recenti dell’ISTAT mostrano una situazione da tenere d’occhio: nel secondo trimestre del 2026, la propensione al risparmio delle famiglie è scesa al 6,7%.

Nello stesso periodo, il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi è cresciuta dell’1,7%. In altre parole, le spese sono aumentate più velocemente delle entrate, lasciando meno margine per risparmiare.

Perché il 31 ottobre si celebra la Giornata mondiale del risparmio?

La data non è casuale. Il 31 ottobre 1924, a Milano, si concluse il primo Congresso internazionale del risparmio. Durante l’incontro, al quale parteciparono rappresentanti di 29 Paesi, il professore Filippo Ravizza propose di dedicare una giornata alla promozione del risparmio.

L’idea era semplice: aiutare le persone a capire il valore di mettere da parte una parte del proprio reddito e a gestire meglio le proprie finanze. Un obiettivo che resta attuale anche oggi, quando il costo della vita può rendere più difficile arrivare a fine mese.

Quanto risparmiano le famiglie italiane nel 2026?

Secondo l’ISTAT, nel secondo trimestre del 2026 la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata del 6,7%, in diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Nello stesso periodo, il reddito disponibile è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali è aumentata dell’1,7%. Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dello 0,9%.

Facciamo un esempio semplice. Se una famiglia avesse 2.500 € di reddito disponibile e riuscisse a risparmiarne il 6,7%, metterebbe da parte circa 167,50 €. È solo un esempio: il dato nazionale non significa che tutte le famiglie risparmino la stessa cifra.

Come è cambiato il risparmio negli ultimi anni?

Il 2020 ha rappresentato un’eccezione anche in Italia. Le limitazioni agli spostamenti e ai consumi hanno ridotto le occasioni di spesa, facendo aumentare la quota di reddito che le famiglie riuscivano a conservare.

Negli anni successivi, il quadro è cambiato. Il tasso di risparmio è sceso nel 2023, è risalito nel 2024 e ha mostrato nuove oscillazioni nel 2025 e nel 2026.

Periodo Tasso di risparmio delle famiglie
2020 Circa 15%
2023 8,2%
2024 9,0%
2025 Circa 8%
2026, secondo trimestre 6,7%

 

Nel 2023 la propensione al risparmio era scesa all’8,2%, prima di risalire al 9,0% nel 2024. Nel secondo trimestre del 2026 è arrivata al 6,7%, mentre il reddito disponibile è cresciuto meno della spesa per consumi.

Il risparmio, quindi, non segue una linea sempre crescente o decrescente. Dipende da quanto entra in famiglia, da quanto si spende e da come cambiano i prezzi.

Italia e resto d’Europa: quanto risparmiamo rispetto agli altri Paesi?

Il confronto con l’Europa aiuta a capire meglio la situazione. Nel secondo trimestre del 2026, il tasso di risparmio delle famiglie dell’area euro era del 14,2%, contro il 6,7% registrato in Italia.

La differenza è significativa, ma i dati non raccontano tutta la storia. Il costo della casa, i redditi, le imposte e le abitudini di consumo cambiano da un Paese all’altro. Per questo, un tasso più alto non significa automaticamente che tutte le famiglie di quel Paese abbiano più denaro a disposizione.

Anche il periodo di riferimento conta. Per esempio, l’Irlanda ha registrato un tasso di risparmio del 19,1% nel primo trimestre del 2026, secondo le statistiche nazionali irlandesi.

Cosa rende più difficile risparmiare?

Il conto è abbastanza semplice: se le spese aumentano più velocemente del reddito, rimane meno spazio per il risparmio. E non sempre è una questione di spendere troppo.

Il costo della vita è uno dei fattori da considerare. Casa, alimentazione, energia e trasporti possono assorbire una parte importante del budget mensile, soprattutto quando le entrate non crescono allo stesso ritmo.

Anche le spese impreviste possono complicare i piani. Una riparazione dell’auto, una visita medica o un elettrodomestico da sostituire possono costringerti a utilizzare denaro che avevi destinato ad altri obiettivi.

Per questo, prima di stabilire quanto risparmiare, conviene capire quali sono le spese fisse, quali cambiano ogni mese e quanto rimane davvero a disposizione. Avere un quadro chiaro permette di fissare un obiettivo realistico, senza trascurare le necessità quotidiane.

Metodi che possono aiutarti a risparmiare

Il primo passo non è necessariamente spendere meno. È capire dove stai spendendo e decidere in anticipo quale parte del tuo reddito vuoi mettere da parte.

  1. Metodo Kakebo: questa tecnica giapponese aiuta a registrare le uscite e a dividerle per categorie. In questo modo puoi individuare le spese che pesano di più sul tuo budget. Scopri come funziona nella nostra guida al metodo Kakebo.
  2. Legge di Parkinson: secondo questa idea, le spese tendono a crescere fino a occupare tutto il denaro disponibile. Stabilire un limite per ogni categoria può aiutarti a evitare che ogni aumento delle entrate si trasformi in nuove uscite. Ne parliamo nell’articolo su perché spendi tutto quello che guadagni.
  3. Risparmio automatico: destinare una somma al risparmio con regolarità può aiutarti a non rimandare ogni mese. Con il Saving di Bitsa puoi programmare acquisti ricorrenti di crypto a partire da 6 €, con frequenza giornaliera, settimanale, mensile o annuale e 13 criptovalute disponibili. Puoi leggere i dettagli nella guida su come attivare e usare il Saving della tua carta Bitsa.

 

Nota: le criptovalute sono asset volatili. Il loro valore può salire o scendere e non esiste alcuna garanzia di rendimento o di recupero del capitale investito. Il Saving in crypto non equivale a un prodotto di risparmio a capitale garantito. Queste informazioni non costituiscono consulenza finanziaria o di investimento.

Il tuo primo obiettivo non deve essere necessariamente mettere da parte una cifra elevata. Puoi iniziare individuando una somma sostenibile per il tuo budget e verificando, dopo qualche mese, se riesci a mantenerla senza difficoltà.

FAQ sulla Giornata mondiale del risparmio

Perché la Giornata mondiale del risparmio si celebra il 31 ottobre?

Perché il 31 ottobre 1924 si concluse a Milano il primo Congresso internazionale del risparmio. In quell’occasione fu proposta una giornata dedicata a promuovere l’importanza del risparmio.

Quanto risparmiano le famiglie italiane nel 2026?

Nel secondo trimestre del 2026, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici italiane è stata del 6,7%, secondo l’ISTAT. Il dato è diminuito di 1,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Che cos’è la propensione al risparmio delle famiglie?

È la quota di reddito disponibile che le famiglie destinano al risparmio invece che ai consumi. In termini generali, il tasso di risparmio lordo si calcola rapportando il risparmio lordo al reddito disponibile lordo.

Qual è il tasso di risparmio medio nell’area euro?

Secondo Eurostat, nel secondo trimestre del 2026 il tasso di risparmio delle famiglie dell’area euro era del 14,2%. Nello stesso periodo, il dato italiano era del 6,7%.

Quanto si consiglia di risparmiare ogni mese?

Non esiste una percentuale valida per tutti. Dipende dal reddito, dalle spese fisse, dagli eventuali debiti e dagli obiettivi personali. La cosa più utile è scegliere una somma sostenibile e cercare di mantenerla con regolarità.