Millennial e risparmio: cosa dicono davvero i dati 2025
Nel 2025 il 58% degli italiani risparmia, il dato più alto degli ultimi vent’anni, ma meno di un quarto ha sottoscritto una forma di previdenza complementare, e quasi la metà degli under 35 guadagna meno di 1.500 euro netti al mese. I millennial non sono meno consapevoli del problema rispetto alle altre generazioni: hanno semplicemente incontrato ostacoli strutturali diversi.
Questa guida spiega chi sono esattamente i millennial, perché risparmiare è stato più difficile per questa generazione, cosa dicono le indagini più recenti, come costruire un’abitudine di risparmio realistica, dove mettere quel denaro secondo l’orizzonte temporale, e gli errori più comuni.
Chi sono i millennial
La definizione più usata, quella del Pew Research Center, colloca i millennial tra il 1981 e il 1996, quindi tra i 30 e i 45 anni nel 2026. Alcuni studi italiani usano intervalli leggermente diversi, quindi conviene verificare quale definizione applica ogni indagine prima di confrontare i dati.
È la generazione entrata nel mercato del lavoro durante o subito dopo la crisi finanziaria del 2008, con salari di ingresso più bassi in termini reali rispetto alla generazione precedente, carriere discontinue e frammentate, e un accesso alla casa di proprietà rimandato rispetto ai genitori.
Perché risparmiare è stato strutturalmente più difficile
Ingresso nel mercato del lavoro in piena crisi. Chi ha iniziato a lavorare tra il 2008 e il 2014 lo ha fatto spesso con salari di ingresso depressi e contratti più precari, un effetto che la letteratura economica documenta come persistente per anni dopo l’ingresso nel mercato del lavoro.
Sistema pensionistico penalizzante per chi è entrato tardi. Secondo il rapporto OCSE “Pensions at a Glance”, i giovani italiani di oggi andranno in pensione più tardi rispetto alle generazioni precedenti, calcolati interamente con il metodo contributivo, con ingresso tardivo nel mondo del lavoro e carriere discontinue che riducono l’importo finale della pensione pubblica.
Lavoro più frammentato e salari bassi. Contratti a termine, economia delle piattaforme e cambi di lavoro più frequenti generano redditi meno prevedibili di mese in mese, rendendo più difficile impegnarsi in un risparmio fisso e ricorrente.
Cosa dicono le indagini 2025
Secondo l’Indagine sul Risparmio e sulle Scelte Finanziarie degli Italiani 2025 di Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi, il 58% degli italiani risparmia, il dato più elevato degli ultimi vent’anni, e si consolida la categoria dei risparmiatori “intenzionali” che accumulano con obiettivi precisi (casa, figli, pensione). Tuttavia, meno di un quarto del campione ha sottoscritto una forma pensionistica complementare, e solo 4 persone su 10 ritengono sufficiente il proprio livello di alfabetizzazione finanziaria.
Un’indagine 2025 dell’Osservatorio GenerationShip di Changes Unipol trova che il 44% degli under 35 guadagna meno di 1.500 euro netti al mese, e uno su quattro non è economicamente autosufficiente. Il 76% considera la mancanza di stabilità economica la ragione principale per cui rimanda scelte di lungo termine. Eppure, nonostante la precarietà, il 78% riconosce il valore del risparmio soprattutto come strumento di sicurezza.
Presi insieme, questi dati disegnano un quadro diverso dall’immagine del millennial spensierato: la maggioranza è consapevole del problema, ma l’ostacolo principale è la capacità economica reale, non la mancanza di interesse o informazione.
Come costruire un’abitudine di risparmio realistica
Il quadro più citato in educazione finanziaria è la regola 50/30/20: circa il 50% del reddito netto per spese fisse (casa, utenze, cibo), il 30% per spese variabili e tempo libero, e il 20% per risparmio e riduzione dei debiti. Non è una formula universale, e con salari di ingresso bassi o affitti alti, quel 50% di spese fisse viene spesso superato; in quel caso, adattare la percentuale di risparmio a quanto il budget permette davvero è più utile che forzare una cifra che non si adatta.
Ciò che funziona in modo costante negli studi di finanza comportamentale è automatizzare il risparmio: programmare un bonifico automatico al momento dell’accredito dello stipendio, prima che quel denaro arrivi sul conto delle spese quotidiane, riduce molto di più la probabilità di spenderlo rispetto a cercare di risparmiare “quello che avanza” a fine mese, che quasi sempre è poco o nulla.
Dove mettere quel risparmio secondo l’orizzonte temporale
Questo non costituisce consulenza finanziaria personalizzata; sono categorie generali, non raccomandazioni per la tua situazione specifica. Per un fondo di emergenza (denaro che serve disponibile in giorni, non mesi), la scelta abituale è un conto deposito o di risparmio a liquidità immediata, anche con rendimento modesto: la priorità qui è la disponibilità, non il rendimento. Per obiettivi a medio termine (2-5 anni, come l’anticipo per una casa), molte guide di educazione finanziaria citano strumenti con un po’ più di rendimento potenziale ma anche più rischio, e raccomandano di informarsi bene o consultare un consulente prima di decidere. Per il risparmio a lunghissimo termine (pensione, orizzonte di decenni), i fondi pensione complementari e i fondi indicizzati a basso costo sono gli strumenti più citati nella letteratura di educazione finanziaria per la loro semplicità e commissioni ridotte, anche se ciascuno comporta un proprio livello di rischio e trattamento fiscale da comprendere prima di sottoscrivere.
Errori di risparmio più comuni in questa generazione
Aspettare di avere “abbastanza” per iniziare. Iniziare con 20 € al mese automatizzati costruisce più abitudine e più risparmio accumulato in cinque anni che aspettare il momento ideale che non arriva mai.
Non separare il risparmio dalle spese correnti. Se il denaro risparmiato sta sullo stesso conto delle spese quotidiane, si dissolve molto più facilmente in acquisti non pianificati.
Ignorare l’inflazione dello stile di vita. Ogni aumento di stipendio destinato interamente a più spesa, invece che ripartito tra spesa e risparmio, mantiene stagnante la capacità di risparmio anche quando lo stipendio sale.
Strumenti che facilitano il risparmio oggi
L’automazione resta lo strumento più efficace: bonifici programmati, app di arrotondamento che risparmiano automaticamente la differenza di ogni acquisto, o obiettivi di risparmio visivi nell’app della banca o dell’emittente della carta aiutano a mantenere l’abitudine senza dipendere dalla forza di volontà ogni mese.
Il servizio di risparmio di Bitsa permette di programmare versamenti automatici in criptovalute, con frequenza giornaliera, settimanale, mensile o annuale e un importo minimo basso, il che facilita iniziare senza grandi somme. Conviene essere onesti su cosa sia e cosa non sia: il risparmio in criptovalute è una via di diversificazione ad alto rischio per la volatilità dell’attivo, non un sostituto di un fondo di emergenza né di una pensione complementare, ed è meglio trattarlo come una piccola parte di una strategia di risparmio più ampia. Per separare questo denaro dalle spese correnti fin dall’inizio, una carta prepagata Bitsa con il Piano Free, senza costi, permette di iniziare senza spese aggiuntive; la guida sulla carta prepagata spiega come ottenerla.
Domande frequenti sui millennial e il risparmio
Quali anni definiscono un millennial?
La definizione più usata, quella del Pew Research Center, colloca i millennial tra il 1981 e il 1996. Alcuni studi italiani usano intervalli leggermente diversi, quindi conviene verificare la definizione di ogni indagine.
È vero che i millennial non si preoccupano di risparmiare?
No, secondo i dati più recenti. La maggioranza è consapevole del problema e preoccupata di non risparmiare abbastanza; l’ostacolo principale è di solito la capacità economica reale, non la mancanza di interesse.
Quanto dovrei risparmiare ogni mese?
Non esiste una cifra universale valida per ogni budget. La regola 50/30/20 è un punto di partenza comune, ma con salari di ingresso bassi o affitti alti conviene adattare la percentuale a quanto il budget permette davvero.
È meglio risparmiare su un conto o investire direttamente?
Dipende dall’orizzonte temporale e dalla tolleranza al rischio di ciascuno; questo non è consulenza finanziaria personalizzata. Come indicazione generale, il fondo di emergenza dovrebbe restare liquido e disponibile; il risparmio a lunghissimo termine può beneficiare di strumenti con più potenziale di crescita, comprendendo sempre il rischio coinvolto.
Il risparmio in criptovalute è una buona opzione per un millennial?
Può essere una via di diversificazione, ma ad alto rischio per la volatilità dell’attivo. Non dovrebbe sostituire un fondo di emergenza né essere la base di un piano di risparmio pensionistico, al massimo una piccola parte di una strategia più ampia.