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Le criptovalute IA più rilevanti nel 2026

Se hai visto in giro “criptovalute con IA” e hai pensato “Ok… Ma che cos’è esattamente?”, è normalissimo. Nel 2026 l’IA è ovunque ed è arrivata anche nel mondo crypto: ci sono progetti che puntano a fornire capacità di calcolo (GPU), altri che lavorano con agenti automatici, altri con i dati e altri ancora che collegano tutto questo con applicazioni su blockchain.

L’importante è capire un’idea semplice: la maggior parte non sono “robot magici”, ma piuttosto mattoncini per far funzionare meglio l’IA o per usarla all’interno di nuove reti. E quando la vedi così, confrontare i progetti smette di essere un caos di sigle.

Cosa sono le crypto IA?

“Crypto IA” non è una cosa sola. È un’etichetta che raggruppa token con ruoli diversi all’interno dell’ecosistema:

  • Token usati per pagare infrastruttura o servizi: ad esempio, accesso alla potenza di calcolo (GPU), esecuzione di task, inferenza, storage o servizi di cui un’app IA ha bisogno per funzionare.
  • Token di reti dove modelli/servizi competono e vengono remunerati: la rete incentiva chi apporta valore (ad esempio, fornendo capacità o risultati misurabili).
  • Token raggruppati nell’IA per tipo di utilità (dati, connettività, automazione): a volte non “fanno IA”, ma diventano fondamentali perché l’IA possa usare dati affidabili o eseguire azioni on-chain.

Per questo vedrai liste diverse a seconda dell’exchange o del tracker; ognuno usa la propria tassonomia per classificare il settore.

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Criptovalute IA & Big Data da tenere sul radar

Internet Computer (ICP): Una piattaforma blockchain pensata per creare e ospitare applicazioni, con un focus recente molto chiaro: rendere più facile costruire app con l’aiuto dell’IA. La sua narrativa si appoggia su strumenti come “Caffeine”, che puntano a portarti da un’idea a un’app funzionante guidandoti con un assistente. Il token ICP serve per il funzionamento dell’ecosistema (costi di utilizzo e operazioni all’interno della rete). Per questo molti lo mettono nella categoria IA: non perché “sia un modello”, ma perché la piattaforma sta spingendo la creazione di applicazioni con IA come parte centrale della sua proposta.

Render (RENDER): Una rete che collega persone che hanno bisogno di potenza di calcolo (GPU) con persone o aziende che hanno GPU disponibili. È nata molto legata al rendering, ma si inserisce nel discorso IA perché l’IA consuma moltissima GPU, e questo tipo di reti cerca di coordinare domanda e offerta di questa capacità. Questo token si usa per pagare e organizzare questi lavori all’interno del sistema. Se l’IA ha bisogno di GPU per funzionare, Render vuole essere un modo per accedervi in maniera distribuita.

Bittensor (TAO): Una rete dove diversi partecipanti competono apportando “capacità” legata all’IA. Vuole creare un sistema dove si premia chi apporta risultati utili all’interno della rete. Il suo token serve per incentivare e coordinare questo funzionamento (ricompense e partecipazione). La sua proposta ruota attorno alla produzione e selezione di “intelligenza utile” attraverso incentivi.

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NEAR Protocol (NEAR): Una blockchain focalizzata a servire come piattaforma per applicazioni, che negli ultimi anni ha spinto iniziative legate all’IA all’interno del suo ecosistema. Il suo discorso si concentra su idee come “User-Owned AI” (IA con più controllo da parte dell’utente) ed esplorare come integrare l’IA con più privacy e sicurezza. NEAR (il suo token) svolge il ruolo tipico di una rete di questo tipo: permette di operare all’interno dell’ecosistema (uso della rete, sicurezza e funzionamento). Vuole posizionarsi come casa per prodotti e casi d’uso dove l’IA si integra in app su blockchain.

Fetch.ai (FET): Un progetto incentrato sul concetto di “agenti”, programmi che possono svolgere compiti e prendere decisioni in modo automatico senza che tu debba starci sopra. L’idea è che questi agenti possano interagire tra loro, accedere a servizi e fare pagamenti (compresi micropagamenti) all’interno di un ambiente preparato per questo tipo di automazione. Il token FET si usa per pagamenti e per utilizzare servizi all’interno della rete. Gli agenti sono uno dei modi più chiari di trasformare l’IA in azione: non solo “rispondere”, ma eseguire compiti.

Chainlink (LINK): Una rete conosciuta per fare da ponte tra il mondo reale e la blockchain, portando dati esterni agli smart contract in modo più affidabile. Questo è fondamentale quando parliamo di IA e automazione, perché qualsiasi sistema che “decide” o “agisce” ha bisogno di dati: prezzi, eventi, risultati o segnali verificabili. LINK supporta il funzionamento e la sicurezza di questa rete di dati. È un pezzo che permette alle applicazioni (comprese quelle che usano IA o agenti) di avere le informazioni necessarie per eseguire azioni on-chain.

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Artificial Superintelligence Alliance (ASI / FET): Un progetto nato come alleanza tra vari team del settore IA (principalmente Fetch.ai, SingularityNET e Ocean Protocol) per unire le forze sotto una narrativa comune, costruire infrastruttura e prodotti attorno all'”IA decentralizzata”. L’idea, in parole semplici, è concentrare comunità, tecnologia e risorse in un unico ecosistema invece di competere separatamente. La sua proposta è esplicitamente focalizzata su questo incrocio tra IA + reti aperte, con la promessa di accelerare sviluppo e adozione unificando gli sforzi.

Alla fine, ciò che conta non è il nome, ma l’utilità. La categoria “IA” nelle crypto riunisce progetti con approcci diversi, ma tutti girano attorno alla stessa cosa: far sì che l’IA possa essere usata in modo più aperto, automatizzato o accessibile. Se ti interessa questo settore, inizia capendo il “per cosa” di ogni progetto e non fermarti solo all’etichetta.